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<channel><title><![CDATA[DOCUMENTA/FILM - corrispondenze]]></title><link><![CDATA[https://www.documentafilm.com/corrispondenze]]></link><description><![CDATA[corrispondenze]]></description><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 01:01:45 +0200</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[Genova To Reload / # 1]]></title><link><![CDATA[https://www.documentafilm.com/corrispondenze/genova-to-reload-1]]></link><comments><![CDATA[https://www.documentafilm.com/corrispondenze/genova-to-reload-1#comments]]></comments><pubDate>Mon, 21 Jun 2021 17:27:18 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.documentafilm.com/corrispondenze/genova-to-reload-1</guid><description><![CDATA[Genova To Reload / #1 from DOCUMENTA/FILM on Vimeo.Archivio Genova 2001 / 18-23 Luglio / 12h MiniDv [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div id="467652131155850926" align="center" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><div style="padding:56.25% 0 0 0;position:relative;"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/565721085?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe></div><p><a href="https://vimeo.com/565721085">Genova To Reload / #1</a> from <a href="https://vimeo.com/documentafilm">DOCUMENTA/FILM</a> on <a href="https://vimeo.com">Vimeo</a>.</p></div></div><div class="paragraph">Archivio Genova 2001 / 18-23 Luglio / 12h MiniDv<br></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[- 2]]></title><link><![CDATA[https://www.documentafilm.com/corrispondenze/-2]]></link><comments><![CDATA[https://www.documentafilm.com/corrispondenze/-2#comments]]></comments><pubDate>Mon, 02 Nov 2020 04:01:26 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.documentafilm.com/corrispondenze/-2</guid><description><![CDATA[ (function(jQuery) {function init() { window.wSlideshow && window.wSlideshow.render({elementID:"947164414475676255",nav:"numbers",navLocation:"bottom",captionLocation:"bottom",transition:"fade",autoplay:"0",speed:"9",aspectRatio:"auto",showControls:"true",randomStart:"false",images:[{"url":"2/6/6/1/26615287/sf-election-day6.jpg","width":"827","height":"551"},{"url":"2/6/6/1/26615287/sf-election-day12.jpg","width":"827","height":"551"},{"url":"2/6/6/1/26615287/sf-election-day11.jpg","width":"827" [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div style="height:20px;overflow:hidden"></div> <div id='947164414475676255-slideshow'></div> <div style="height:20px;overflow:hidden"></div></div>  <div class="paragraph">Che il 2020 non sia un anno normale questo lo abbiamo assimilato. Che anche queste elezioni americane non siano elezioni normali un po' lo si immaginava, ma a due giorni dal voto &egrave; diventato evidente e palese. Concreto.<br />Sabato mattina il centro di San Francisco &egrave; stato invaso da carpentieri e falegnami. Sono arrivati in massa con furgoni e piccoli camioncini, e ordinatamente hanno iniziato a scaricare assi di legno davanti a quasi tutte le attivit&agrave; commerciali intorno a Union Square, la piazza pi&ugrave; centrale della citt&agrave;. Nel giro di poche ore la maggior parte delle vetrine erano sparite, coperte dalla assi di legno.<br />La citt&agrave; si prepara per quello che pu&ograve; succedere mercoled&igrave; 4 novembre, il giorno dopo le elezioni.<br />C'&egrave; un clima di incertezza quasi surreale. Questa incertezza &egrave; il risultato diretto delle parole dell'attuale presidente, che ripetutamente ha dichiarato che deve 'pensarci' se accetter&agrave; un'eventuale sconfitta alle urne. Deve pensarci. Che in altre parole &egrave; il preludio agli scenari pi&ugrave; devastanti e pericolosi per una societ&agrave;. Un presidente in carica che non accetta un'eventuale sconfitta e che alimenta gli scontri tra opposizioni politiche. Questo &egrave; lo scenario che i pi&ugrave; temono.<br />Il governatore della California lo ha detto chiaramente, e ha sollecitato tutte le grandi citt&agrave; a preparare piani di emergenza.<br />In caso il presidente in carica venisse confermato ci sarebbero proteste di piazza. In caso si iniziasse una lunga disputa per il ri-conteggio dei voti ci sarebbero proteste di piazza. Insomma, pare che non se ne esca. E allora la citt&agrave;, per la terza volta quest'anno, si nasconde dietro spesse assi di legno e diventa una citt&agrave; blindata. Chiusa.<br />Come le citt&agrave; sulla costa est quando aspettano l'arrivo dell'uragano.<br /><br /><font size="1">DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA / San Francisco, Union Square e Financial District / Civic Center<br />DOCUMENTAZIONE VIDEO / San Francisco, Union Square e Financial District / Civic Center</font><br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il 2008]]></title><link><![CDATA[https://www.documentafilm.com/corrispondenze/il-2008]]></link><comments><![CDATA[https://www.documentafilm.com/corrispondenze/il-2008#comments]]></comments><pubDate>Fri, 14 Aug 2020 07:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.documentafilm.com/corrispondenze/il-2008</guid><description><![CDATA[Il 2008 è l'anno in cui ho viaggiato per la prima volta negli Stati Uniti.Volevo documentare le elezioni di novembre, seguire da vicino quelle che sembravano (e furono) elezioni storiche.Il 2001 non era così lontano, gli anni dei Clinton prima e dei Bush dopo erano stati lunghissimi e pesanti e c'era voglia di cambiamento. E poi era arrivato Obama. Si era candidato con poche possibilità, ma aveva stravolto tutto.Le persone iniziarono a ritrovare entusiasmo e a coinvolgersi.''Yes we can'' era  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div id="635178302752528579" align="left" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><div style="padding:80.16% 0 0 0;position:relative;"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/2210653?color=c9ff23&amp;title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen=""></iframe></div></div></div><div class="paragraph"><font size="2"><br>Il 2008 &egrave; l'anno in cui ho viaggiato per la prima volta negli Stati Uniti.<br>Volevo documentare le elezioni di novembre, seguire da vicino quelle che sembravano (e furono) elezioni storiche.<br>Il 2001 non era cos&igrave; lontano, gli anni dei Clinton prima e dei Bush dopo erano stati lunghissimi e pesanti e c'era voglia di cambiamento. E poi era arrivato Obama. Si era candidato con poche possibilit&agrave;, ma aveva stravolto tutto.<br>Le persone iniziarono a ritrovare entusiasmo e a coinvolgersi.<br>''Yes we can'' era lo slogan perfetto per un tempo nuovo. Uno slogan lanciato verso il futuro attraverso quel nuovo mezzo di comunicazione che prima di allora nessuno aveva usato, Facebook. Gli Stati Uniti erano di nuovo il futuro, il cambiamento, la possibilit&agrave;. Mi ero fermato un paio di mesi, da ottobre e inizio dicembre.<br><br>Il 4 novembre, il giorno delle elezioni, avevo deciso di passarlo a Times Square. Dagli studi televisivi di Good Morning America della ABC avrebbero fatto una lunga diretta, e i risultati sarebbero apparsi sul mega schermo che sovrasta la piazza.<br>A Times Square ero arrivato abbastanza presto, perch&egrave; immaginavo che ci sarebbe stata moltissima gente. Alle 17 il grande spiazzo di Times Square era gi&agrave; tutto transennato, e la gente arrivava con sedie pieghevoli, panini e bevande, pronti a una lunga maratona di piazza. La piazza era gi&agrave; quasi piena. Era una sorta di capodanno in anticipo, il clima era quello.<br><br>Fu una serata di entusiasmo sfrenato, liberatorio. Ad ogni Stato che diventava blu partiva un boato, e lo slogan ero il refrain di tutta la notte. 'YES WE CAN' cantavano gruppi di giovanissimi arrivati da Harlem e dal pi&ugrave; profondo Queens. Era una festa intergenerazionale, una sorta di festa di liberazione e di balli improvvisati. Obama era il candidato che rappresentava il cambiamento, il sogno pop e il sogno americano messi assieme dal manifesto icona di un artista allora underground che come pochi altri fisso' quel periodo in una grafica essenziale e perfetta e con l'unica parola che poteva unire l'America del 2008: HOPE.<br><br>Mi fermai a Times Square fino alle 3 del mattino.<br>Quando attraversai il ponte di Williamsburg con la metropolitana erano le 4 di mattina.<br>Sulla facciata di un palazzo che guardava verso Manhattan era apparsa una gigantesta scritta fatta di led luminosi: DREAM<br>L'America era un posto bellissimo.<br><br><font size="1"><strong>DOCUMENTAZIONE VIDEO</strong> // Times Square, election night NEW YORK CITY 2008. Footage 4h / interviste + live<br><strong>DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA</strong> //</font></font><br></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Black lives matter march]]></title><link><![CDATA[https://www.documentafilm.com/corrispondenze/black-lives-matter-march]]></link><comments><![CDATA[https://www.documentafilm.com/corrispondenze/black-lives-matter-march#comments]]></comments><pubDate>Sat, 06 Jun 2020 07:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[black lives matter]]></category><category><![CDATA[California]]></category><category><![CDATA[protest]]></category><category><![CDATA[San Francisco]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.documentafilm.com/corrispondenze/black-lives-matter-march</guid><description><![CDATA[Black Lives Matter Marchers Block Traffic in Golden Gate Bridge Protest&nbsp;// San Francisco, June 6 2020Thousands of Black Lives Matter marchers filled the sidewalks of Golden Gate Bridge on June 6 to protest racism and police brutality.Protesters chanted, kneeled, and observed eight minutes and 45 seconds of silence as a reminder of the length of time Minneapolis police officer Derek Chauvin spent kneeling on the neck of George Floyd.That incident sparked nationwide outrage and daily protests [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div id="462155615610392083" align="center" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><div style="padding:56.25% 0 0 0;position:relative;"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/427232071?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen=""></iframe></div></div></div><div class="paragraph"><strong>Black Lives Matter Marchers Block Traffic in Golden Gate Bridge Protest</strong>&nbsp;<br>// San Francisco, June 6 2020<br></div><div class="paragraph"><font size="2">Thousands of Black Lives Matter marchers filled the sidewalks of Golden Gate Bridge on June 6 to protest racism and police brutality.<br>Protesters chanted, kneeled, and observed eight minutes and 45 seconds of silence as a reminder of the length of time Minneapolis police officer Derek Chauvin spent kneeling on the neck of George Floyd.<br>That incident sparked nationwide outrage and daily protests that have lasted nearly two weeks.<br><br><font size="1"><strong>Footage</strong> // 75'<br><strong>Photo Reportage</strong> //</font></font><br></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>